Rijnstraat 8: green house

La seconda vita dell’ex VROM Building a L’Aja, nei Paesi Bassi. Il progetto di rinnovamento e trasformazione guidato da Ellen van Loon, partner di OMA, esprime il nuovo corso dell’edificio governativo che propone un modo di lavorare all’insegna di trasparenza e sostenibilità architettonica

Progetto di OMA – Partner in charge Ellen van Loon
Project architect Bart Nicolaas in collaborazione con Jan Hoogstad/EHA, Wessel de Jonge

Foto di Delfino Sisto Legnani, Marco Cappelletti, Nick Guttridge/courtesy OMA
Testo di Antonella Boisi

OMA ha invitato Interni a un esclusivo press tour. Lo studio di Rotterdam, che non ha bisogno di presentazioni worldwide, con la guida di Ellen van Loon (partner di OMA dal 2002) ci ha accompagnato alla scoperta del The Foreign Affairs Ministry of the Kingdom of the Netherlands (il Ministero degli Affari Esteri e altri dicasteri) a L’Aia, nei Paesi Bassi. Usciti dalla stazione, The Hague Central Station, e attraversata la strada, Rijnstraat 8, questo l’indirizzo del palazzo governativo, non passa inosservato allo sguardo. La lunghissima facciata (140 metri) è tamponata da vetrate a tutta altezza.

“L’ex VROM Building è stato trasformato per accogliere diversi tipi di ufficio legati alle attività di differenti ministeri riunite in un’ottica di riduzione del portfolio real estate governativo”, ha spiegato Ellen van Loon. “Il preesistente era già innovativo come tipologia di office-building: un sistema a grandi atri con uffici contenuti nelle ali. Ma era necessario, per la sua seconda vita, enfatizzare l’idea del continuum tra esterni e interni. Non solo. Negli ultimi vent’anni è molto cresciuta la sensibilità verso la sostenibilità. Ieri non si parlava di green house, soprattutto pensando a un luogo del lavoro”.

In termini di sostenibilità e riuso, del 20% del volume demolito, il 99,7% di materiale è stato riutilizzato nel nuovo blocco che genera energia mediante l’utilizzo di rifiuti trasformati in biogas e di pannelli solari installati sulla copertura. Portare una quantità maggiore di luce negli spazi interni e la città nella composizione spaziale è stato possibile proprio sostituendo il rivestimento originale con facciate trasparenti a tripli vetri. ll consumo di energia è stato poi ottimizzato utilizzando tutti gli atri del complesso come un serbatoio di accumulo di aria calda/fredda e predisponendo ovunque un’illuminazione a led.

“Il concept è stato sviluppato considerando il suo differente utilizzo durante le stagioni, in modo che si potesse veicolare una climatizzazione della temperatura interna. Abbiamo cercato il minor impatto ambientale anche visivamente perché l’edificio segna l’ingresso alla città e al centro.

I nuovi elementi strutturali hanno anche permesso di “invertire” uno degli atri esistenti, ottenendo più spazio per l’ufficio. Alcuni nuovi piani risultano ora sospesi dall’alto, mentre altri sono supportati dal basso. Scale metalliche di collegamento sono state poi aggiunte all’interno di tutti gli atri, in modo da creare connessioni più aperte tra i vari livelli”, spiega van Loon.

“L’idea è stata quella di mettere a punto un layout non ripetitivo, con diversi tipi di workspaces, in modo da offrire ai dipendenti di tutti i ministeri uno spazio adatto alle loro esigenze”, continua van Loon. “La cosa che amo di più della mia professione è proprio la possibilità di abbattere confini e ricercare oltre il convenzionale, in modo da cambiare, attraverso il progetto, il comportamento delle persone. Questo in Olanda è più easy perché è un Paese molto democratico e lo sono le persone”.

Nella sua trasparenza orientata verso la luce naturale proveniente dall’esterno, questo palazzo del potere dimostra che si possono fare cose meno ingessate, atte a favorire una dimensione di team work ed empatia. Un nuovo modo di lavorare.

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