Future needs Stories: scienza o fantascienza?

Se è vero che nel volgere di pochi anni la tecnologia sconvolgerà tutto quello che facciamo, è il caso di preoccuparsi o di vivere questo momento di passaggio come opportunità?

Sul palco dell’Audi City Lab, sette testimonianze autorevoli sulla A. I. affrontata dal punto di vista della IoT con Eram Shlomo (Intel), della tecnologia delle comunicazioni con Diego Zucca (Cisco Italy), della creatività con l’architetto Italo Rota, della scienza con Maurizio Melis (Radio 24), dell’arte con Andrea Lissoni (Tate Modern), della scrittura con lo sceneggiatore Umberto Contarello, della storia dell’arte con Philippe Daverio.

Se i nostri timori per il futuro sono fondati, è perché sono frutto di un passato ben rappresentato nel presente. Ogni sviluppo futuro costringe a fare i conti con le origini dell’umanità. E allora, perché non cogliere l’occasione di questo dibattito per chiedersi in che direzione stanno andando la scienza, la tecnologia, l’arte. In altre parole, l’umanità.

Fantasia o realtà, storia o ultrastoria, scienza o fantascienza? Una prospettiva “asimmetrica” di umano e robotico, di calcolatori elettronici e cervelli spesso in fuga dal paese, di tradizioni e innovazione, di droni e biciclette a pedali che non deve spaventare. Come non spaventò la rivoluzione scientifica a cavallo tra 800 e 900, così non deve spaventare quella tecnologica del Terzo Millennio. Forse più caotica. Probabilmente più travolgente. Sicuramente più evidente.

Con la guida assistita l’uomo perderà la capacità e il piacere della guida? Arriverà mai il momento in cui verrà “superato” dall’automobile? Si passerà veramente dalla scienza alla fanta-scienza? La risposta, non semplice, è nel cercare di capire che cosa resterà di umano nel momento in cui la A.I. arriverà alle sue estreme conseguenze.

(Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi)