La casa di do ut do e i valori dell’abitare

Do ut do do, nome inventato da Alessandro Bergonzoni, è un progetto biennale giunto alla sua terza edizione, promosso dall’associazione Amici della Fondazione Hospice Seràgnoli che ha lo scopo di raccogliere fondi in favore della Fondazione.

Il progetto comprende una serie di eventi dedicati alle arti e alle eccellenze della cultura, coinvolgendo istituzioni, imprese e collezionisti. Padrino dell’edizione 2016 è il Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo.

Alessandro Mendini ha disegnato per questa edizione la casa do ut do le cui stanze sono state progettate da 12 tra architetti e designer e da loro dedicate a un valore dell’abitare: Riccardo Dalisi (Sogno), Renzo Piano (Luce), Claudio Silvestrin (Amore), Mario Cucinella (Empatia), Michele De Lucchi (Civiltà), Terri Pecora (Complicità), Alessandro Guerriero (Attesa), Massimo Iosa Ghini (Inclusione), Alberto Biagetti (Vitalità), Angelo Naj Oleari (Natura), Stefano Giovannoni (Gioco), Daniel Libeskind (Incontro).

“Il design ha avuto e ha un ruolo importante: quello di riscattare oggetti all’apparenza banali dando loro un’anima. Perché dietro a ogni oggetto ci sono le persone”, ha sottolineato, ponendo l’accento sul concetto di umanizzazione del designMaurizio Marinelli moderatore del dibattito (cui hanno partecipato l’architetto Michele De Lucchi, la designer e artista Nanda Vigo, l’architetto Massimo Iosa Ghini, Andrea Viliani direttore Madre di Napoli).

All’interno della casa, troveranno spazio opere d’arte contemporanea e pezzi unici di design donati da architetti, designer, artisti, stilisti alla Fondazione e oggetto di una estrazione a sorte conclusiva.

L’architetto Michele De Lucchi ha sottolineato il valore della casa: “Mi piace lavorare per trovare il senso delle cose. Soprattutto quando si parla della casa. Un luogo che a noi architetti e designer sembra di conoscere benissimo, ma che si evolve continuamente. Senza che ce ne accorgiamo”.

Le opere saranno esposte al Madre di Napoli, al Maxxi di Roma, al Mart di Rovereto, alla Reggia di Caserta e, dal 1° al 16 ottobre, al Mambo di Bologna. Ultimo appuntamento, sarà la vera e propria estrazione e assegnazione delle opere a fine ottobre a Bologna presso il Mast.

La casa do ut do sarà visitabile grazie a un sistema di navigazione in virtual reality 3D, su web (www.doutdo.it), nei musei e nelle sedi espositive che aderiscono al progetto. La visita virtuale sarà accompagnata da un brano inedito di Gaetano Curreri e Saverio Grandi.

Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi